Il campanello del cancello trilla con insistenza, come se il dito vi ci fosse rimasto incollato.
Uno scampanellio insolente.
Sono impegnato in cucina da diverse ore, mollo tutto e trafelato vado a rispondere al citofono.
So benissimo chi è a suonare in modo così tracotante.
Chi è ?!….urlo al maleducato…
“E chi cazzo vuoi che sia! Dai! Apri che ho fame!!… “
Molletta, odio quando fa così.
Quel suo voler comandare, disporre di tutto e di tutti…
Vedi di pulirti le zampe e non rompere i coglioni al gatto del condominio… sali!
Lui entra e parcheggia lo scooter nel passaggio..
Da buon maleducato insolente qual’è.
Io in cucina do una spolverata di pecorino sulla trippa e sento Lui che attraversa il giardino con passo veloce…deve essere affamato.

Dalla finestra sento un urlo, vedo i rami del nespolo che si muovono e una macchia gialla che fugge all’impazzata sui tetti.
Era da parecchio tempo che si era auto invitato…
Che mi diceva.. “sono secoli che non mangio una trippa come la fai tu…”
Ora s’attacca al campanello della porta d’ingresso al pianerottolo…
Apro..
Quello che mi si presenta davanti è una via di mezzo fra un motociclista della Divisione Corazzata della Deutsches Afrika Korps, il Gatto con gli stivali e Indiana Jones.
Mi trattengo dal ridere, sapendo quanto Lui sia permaloso…
Indossa una sahariana color kaki – che conobbe certamente tempi migliori – un vecchio casco paramilitare, acquistato certamente a Porta Portese e un paio di anfibi anch’essi militari.
L’occhio guasto è coperto da una benda che lo fa sembrare un corsaro.
Superfluo dire che puzza come un caprone…
Lo aggredisco subito… Che hai fatto al gatto del condominio!
“Sterrinau d’appu…” (l’ho steso…)
E si fa una delle sue grasse e sguaiate risate.
“M’è benniu a palasa e m’ari domandau in dui femmu andendi…” (mi ha seguito chiedendomi dove andassi)
“Dappu nau chi fianta cazzu miusu…. E issu m’ari afferrau sa piotta narendi chi fiara Tom, su pisittu de su condominiu…” (ho detto lui che erano cazzi miei, e lui mi ha stretto la zampa dicendo che era Tom il gatto del condominio)
“S’oliara presentai…” (voleva presentarsi)
“Unu corp’e conca… croccau d’appu…” (con una testata l’ho messo a terra)
“Sesti fuiu in sa matta de sa nespula, ancora currendi esti….” (è scappato sul nespolo e ancora corre).
Rientro in cucina e apro la finestra per farcelo volare fuori a calci in culo, ma da li vedo il povero Tom sul tetto di fronte che si tampona con fazzoletto il sangue dal naso e mi fa un cenno che tutto va bene.
“Bhè, è pronto? Fa Lui infilando il naso nella pentola…”
“Hai messo la menta come piace a me?”

Sapessi dove te la metterei io la menta, brutto pezzo di merda che non sei altro…
“Ma dai! Avete un gatto qua che è senza palle!”
“Perché non assumete me, al posto di quel cacasotto!”
Zitto e mangia o ti prendo per la coda e ti faccio finire sui tetti…
Adesso, vedere Lui che mangia è uno spettacolo… orripilante, vomitevole ma uno spettacolo.
Non usa le posate, proprio non le conosce…
Esegue tutti i versi possibili ed immaginabili, oltre a quelli inimmaginabili..
Mentre s’ingozza riesce contemporaneamente a scoreggiare, fumare, ruttare e scaccolarsi..
Ogni tanto si gratta soddisfatto i coglioni..
E, nel mentre che mangia, vede il TG4 di Emilio Fede…
Uno spettacolo…
Che si conclude con una poderosa leccata del piatto…
Ovviamente il tutto viene innaffiato da una bottiglia di cannonau gran riserva..
Mentre lavo i piatti e Lui assapora un bicchierino si Nasco DOC passito guardando un filmino su Youporn, gli chiedo se abbia gradito la cena..
“Si – nel mentre rutta gagliardamente – era ottima, cucinare è una delle poche cose che sai fare nella vita..
E ridacchia..
Per l’incazzo rompo due o tre calici di cristallo.
Lo congedo calorosamente accompagnandolo alla porta con un poderoso calcio in culo…
Oltre al pacchetto che s’è fatto fare con tutti gli avanzi….
Prima che esca controllo come al solito il portafoglio e l’argenteria.
Mi saluta minacciandomi un’altra di queste serate.
Lo diffido a tornare.
M’affaccio alla finestra di cucina per salutarlo, ma anche per assicurarmi che se ne vada per davvero…
In cortile sento un urlo, un “ba cagai, congh’e cazzu.. “
E un suono secco, come una testata, seguito da un tonfo…
E vedo i rami del nespolo che si muovono e una macchia gialla che fugge all’impazzata sui tetti.
Evidentemente Tom ha fatto l’errore di rientrare in giardino, deve ancora imparare a conoscerlo..
Fuori dal cancello una fila di auto strombazza perché impedita ad entrare a causa del suo scooter.
Mi saluta..
Lo saluto..
S’infila il casco…
Il mio casco.
Che fraudolentemente m’ha fottuto mentre usciva..
Compie un’ardita gimcana fra le auto…..e sparisce.
P.S.: ci sono piatti che se vuoi assaporare in pieno devi prepararti da te.
Non c’è ristorante che tenga, te li devi creare tu.
Uno spaghetto ai ricci, alla bottarga..una zuppa di mare..
Un piatto di trippa…